Associazione di Promozione Sociale a disposizione per Informazioni - Visite Mediche - Prescrizioni e Rinnovi - Ritiro dei preparati per vostro conto presso farmacia convenzionata
I nostri medici sono a disposizione per visite e consulenze in qualsiasi regione italiana. Curiamo in particolare patologie legate alla terapia del dolore. Telefonate per fissare un appuntamento.
I nostri medici potranno prescrivere la Cannabis Terapeutica da ritirare in Farmacia, presso la nostra sede o con consegna presso il vostro domicilio. Contattateci per avere il rinnovo delle vostre ricette
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Informazioni
“...fate star bene le vostre piante (non sfruttatele, non cercate di avere il massimo , ma il meglio), e loro vi ricambieranno. Date alle vostre piante di Canapa tutto l'amore possibile! E fate valere il vostro diritto di poter essere in simbiosi con un altro essere vivente: la simbiosi è amore ”
Franco Casalone
Il Canapaio
“Cos'è l'uomo, il gioiello più prezioso della corona della Natura o non piuttosto un qualcosa che è sfuggito al controllo della Natura diventandone un Cancro?”
Galeno
Da "Pensieri Grotteschi"
“Cannabis Terapeutica. Io sono stato assolto, ma ad altri non viene riconosciuta nell’indifferenza generale. Capita molto spesso che a un malato non venga riconosciuta la possibilità di utilizzo della cannabis nelle modalità di somministrazione richieste soltanto perché intorno al tema si è formata una coltre di nebbia che rende impossibile vederci chiaro. <br />Noi pazienti arriviamo anche all’auto-coltivazione, siamo diventati esperti consapevoli del valore che può avere nella qualità delle nostre vite, spesso di fronte a medici che invece non lo conoscono come lo conosciamo noi”
Parla la donna malata di tumore che è stata convocata in caserma: “Era l’ultimo weekend libero prima della chemio, è stato uno stress notevole. Soffro di forti dolori, ho bisogno di alleviarli”
«Tra pochi giorni inizio la chemioterapia e ieri era l’ultima domenica in cui avrei potuto avere le forze per stare insieme a mio figlio di 4 anni, anche solo sul divano a guardare i cartoni animati. Invece ho dovuto passarla dai carabinieri, trascinando il mio deambulatore, per giustificare una terapia che lo Stato mi ha prescritto ma che non è in grado di garantirmi». Parla la quarantenne piemontese, affetta da un tumore e da una patologia rara, che utilizza cannabis terapeutica, regolarmente prescritta, e che ieri ha dovuto trascorrere due ore in una caserma dei carabinieri.
Quando ha ricevuto la telefonata di convocazione, qual è stato il suo pensiero?
«L’ho ricevuta sabato e mi sono agitata moltissimo. Per legge non potevano anticiparmi l’argomento al telefono. Per una persona fragile come me, tutto questo non aiuta: mi agito facilmente e, nella mia situazione, lo stress emotivo si traduce in un peggioramento dei sintomi. Avendo letto i giornali nei giorni scorsi, ho capito».
Che cosa ha provato, fisicamente e psicologicamente, nel sostenere più di due ore di colloquio?
«Per me è stato uno sforzo immane. Da un anno e mezzo vivo nell’ingiustizia di non ricevere la terapia fornita dall’Asl, così come spetterebbe per legge. Invece di sentirmi protetta da uno Stato che interviene per sanare questa ingiustizia, mi sono trovata quasi a dovermi giustificare perché non ricevo i farmaci e sono costretta a cercarli altrove. I carabinieri sono stati gentilissimi, molto rispettosi. Ma in un mondo giusto, al posto mio, in caserma doveva esserci chi in Regione Piemonte e nelle direzioni sanitarie si occupa di terapia del dolore. La domanda: perché non le fornite queste cure?».
Quanto le costa ogni mese curarsi?
«Spendo circa 300 euro al mese. Nel 2025 ho superato i 3 mila euro di spese sanitarie a mio carico».
Se questo canale di spedizioni a domicilio dovesse bloccarsi lei cosa farà?
«Non posso smettere di curarmi. Il dolore a volte è talmente forte da non concedermi tregua. Ci sono tanti momenti in cui scelgo di andare avanti solo perché ho dei figli. Lo Stato non può toglierci anche l’ultima possibilità di sollievo. Spero che la mia testimonianza aiuti a superare il pregiudizio che ancora esiste su questa terapia».