Il Cannabis act

Rassegna Stampa del 06 MARZO 2024 di Luigi Manconi – Fonte: https://www.repubblica.it/rubriche/liberta-illiberta/2024/03/06/news/libertailliberta_del_6_marzo_2024-422265525/

Non è un Aprilscherz (pesce d’aprile in tedesco) il Cannabis act approvato dal Bundestag, il Parlamento, – 407 voti a favore e 226 contrari – che dal 1° aprile autorizza tutte le persone maggiorenni a detenere in pubblico fino a 25 grammi di cannabis, la coltivazione domestica di massimo tre piante e la sua custodia entro il limite di 50 grammi. All’interno di questi parametri vengono depenalizzati, così, i comportamenti di quei consumatori che si procacciano il prodotto per benessere personale e divertimento. Il 22 marzo il provvedimento dovrà ricevere la ratifica da parte del Bundesrat (il Parlamento delle regioni), le resistenze in questa sede sono ancora molte, ma pare che il lavoro di mediazione fatto dal governo Scholz in questi mesi, sarà in grado di superare le diffidenze anche in tale sede. Lo stesso non si può dire per l’Italia, dove l’uso ricreativo della cannabis è criminalizzato, quindi punito con sanzioni che vanno dall’arresto alla multa e, in alcuni casi, alla riduzione della libertà di movimento attraverso il ritiro della patente.

Antonella Soldo, dell’associazione Meglio Legale, segnala la storia di Filippo come un esempio di ordinario proibizionismo italiano. Sono le due di notte e Filippo, trentuno anni, ha appena finito il turno in una pizzeria di Roma dove lavora come cameriere. Mentre è alla guida della sua macchina viene affiancato da un’auto dei carabinieri. Inizia così la routine di controllo: il giovane fornisce patente e assicurazione e conferma di avere con sé un po’ di cbd (la cosiddetta canapa light ammessa alla vendita legale), esibendo la bustina di plastica gialla con il bigliettino del negozio dove l’ha acquistata.I carabinieri: «Se hai qualcosa addosso è meglio se ce la dai tu piuttosto che se la troviamo noi». Un classico. Il giovane nega, ma i militari trovano nell’auto 0,82 grammi di sostanza tipo hashish.In seguito gli viene chiesto di spogliarsi, ma Filippo si rifiuta di eseguire l’ordine in mezzo alla strada. Così lo portano in caserma, dove il giovane tira fuori una sigaretta con un po’ di cbd e un po’ di fumo che aveva nascosto negli slip. A quel punto i carabinieri si adoperano per effettuare le analisi delle sostanze sequestrate e il test risulta positivo all’hashish: 0,82 grammi. Una “caccola”, in gergo. Nella compilazione del verbale a Filippo viene contestato l’art. 75 del Testo unico sugli stupefacenti (DPR 309/90): detenzione per uso personale. E viene disposta una sanzione accessoria, ovvero il ritiro immediato della patente.

La storia di Filippo è un esempio dell’ordinaria persecuzione di chi fa uso di neanche un’oncia di cannabis e dei suoi derivati, perché la penalizzazione della sua coltivazione, del consumo e del possesso produce punizioni e limitazioni: se il prefetto confermerà la sospensione temporanea della patente per Filippo saranno ancora più estenuanti i turni di lavoro da sostenere, dal momento che abita fuori Roma; e l’attribuzione di uno stigma sociale, a partire dal possibile obbligo di frequentare i Servizi per le dipendenze (SerD). L’episodio riportato non è certo isolato. Sono infatti circa 45.000 le persone che ogni anno vengono segnalate all’autorità per consumo personale e, tra esse, l’80 per cento dei casi riguarda il consumo di cannabis (si stimano 6 milioni in Italia).

Questi ultimi sono costretti a rivolgersi al mercato illegale, dove la sostanza viene spesso tagliata con elementi tossici: lacca, piombo, lana di vetro; ma anche l’eroina, in grado di provocare rapidamente una dipendenza che con i soli cannabinoidi è assai difficile sviluppare. Ciò significa maggiore guadagno per il narcotraffico (la sola cannabis vale il 42 per cento dei profitti) e più elevata possibilità di accesso, per giovani e giovanissimi, alla tossicodipendenza e al sistema delle pene, comprese quelle detentive. In Italia è in corso una raccolta di firme su una legge di iniziativa popolare sul modello tedesco: 4 piante da coltivare nella propria abitazione o presso un’associazione di consumatori e la decriminalizzazione della detenzione e dell’uso personale. Si firma gratis con spid sul sito iocoltivo.org. Pensate e firmate.