Blitz nelle rivendite di cannabis light a Torino: sequestrate tonnellate di infiorescenze, negozianti rischiano fino a 20 anni di carcere
Rassegna Stampa: del 24 settembre 2025 di Ludovica Lopetti – Corriere Della Sera – Fonte: https://torino.corriere.it/notizie/cronaca/25_settembre_24/maxi-blitz-nelle-rivendite-di-cannabis-light-a-torino-sequestrate-tonnellate-di-infiorescenze-negozianti-rischiano-fino-a-20-3794e6fb-beac-4f0d-b1c7-2b344be47xlk.shtml

Una nuova ondata di perquisizioni e sequestri ha colpito decine di rivendite di cannabis light tra Torino e provincia, i primi dopo la stretta varata dal governo. I poliziotti hanno sequestrato diverse tonnellate di infiorescenze, ma anche prodotti a base di canapa come creme, oli e tisane. Stavolta nel mirino della procura sono finite le scorte stoccate nel retrobottega dei negozi in attesa di essere smaltite.
L’articolo 18 del decreto Sicurezza infatti ha reso punibile penalmente la produzione e il commercio dei fiori di canapa, mettendo i commercianti davanti a un bivio: molti hanno pensato di abbassare la saracinesca per mettersi al riparo da contestazioni, altri hanno continuato a vendere i prodotti non colpiti dal divieto, come fertilizzanti e semi. Una scelta che ora rischia di costare loro cara: diversi risultano indagati per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. Rischiano la reclusione da sei a venti anni o la multa da 26 mila fino a 260 mila euro. E pazienza se il decreto Sicurezza non ha indicato ai rivenditori come disfarsi della merce che non può più essere venduta.
In questa zona grigia, ciascuno ha fatto come meglio credeva: alcuni l’hanno sigillata in sacchi di nylon, altri l’hanno lasciata in esposizione con la dicitura «in attesa di smaltimento». Lunedì i negozianti coinvolti (difesi dall’avvocato Beatrice Rinaudo) sono stati portati negli uffici della questura, dove la merce in sequestro è stata pesata e sottoposta ai test rapidi che rilevano il thc, il principio psicoattivo. A poco è servito esibire esami di laboratorio, certificazioni e fatture.
La nuova inchiesta arriva dopo che pochi giorni fa una procura ligure ha restituito a un agricoltore, indagato anch’egli per commercio di stupefacenti, 57 piante, 90 confezioni di olio di canapa e 5 chili di infiorescenze perché risultati privi di «efficacia drogante». È stato il primo provvedimento di dissequestro delle infiorescenze dopo il dl Sicurezza. A luglio era stata la stessa procura di Torino a chiedere e ottenere l’archiviazione di un’altra inchiesta sulla canapa industriale, parlando di «attività commerciale essenzialmente lecita».
«Anche in quel caso tutti i prodotti sono risultati legali e certificati, ma i sequestri hanno messo in ginocchio decine di aziende, alcune delle quali costrette a chiudere — commenta Luca Fiorentino, referente piemontese dell’associazione Canapa Sativa Italia —. Ora ci risiamo. Tutto questo appare surreale e sembra assumere i contorni di una vera e propria persecuzione».
