Giravolta di FdI sulla cannabis light: un emendamento per salvarla, poi lo stop

Rassegna Stampa: del 05 Dicembre 2025di Giuseppe Colombo – da La Repubblica – Fonte: https://www.repubblica.it/politica/2025/12/05/news/cannabis_light_emendamento_fdi_governo-425022772/?ref=-BH-I0-P-S1-T1

La norma nella manovra per permettere la vendita e aggirare la Consulta. Ma il governo la ferma

Il blitz resiste appena un paio d’ore. Sono quelle in cui le opposizioni denunciano la capriola del governo sulla vendita della cannabis light. È a quel punto che da Palazzo Chigi parte l’ordine: stop all’emendamento alla manovra di FdI che ripristina il commercio delle «infiorescenze fresche o essiccate e derivati liquidi» per uso «da fumo o da inalazione». Un controllo stringente sulla canapa con un thc – il principio attivo classificato come sostanza stupefacente – inferiore allo 0,5% dato che la proposta, a firma del senatore Matteo Gelmetti, affida «le modalità per la vendita» all’Agenzia delle Dogane e monopoli.

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Da droga a prodotto da fumo, ecco l’effetto collaterale della proposta che puntava a ben altro. A «contrastare la diffusione e la vendita di prodotti a base di cannabis light», come i meloniani si affrettano a chiarire quando i parlamentari di PdM5SAvs e Più Europa festeggiano il passo indietro rispetto al decreto Sicurezza che ha introdotto il divieto di tutte le attività legate ai fiori di canapa. A prova della buona fede, il partito della premier cita la parte dell’emendamento che introduce una maxi-tassa del 40% sul prezzo di vendita al pubblico.

La proposta puntava anche a evitare una pronuncia della Corte costituzionale, che dovrà esprimersi sulla legittimità dell’articolo 18 del provvedimento che ha messo fuori legge anche la canapa con cbd, sostanza considerata non drogante e con una bassa presenza di thc. Era tutto pronto: l’introduzione, con la manovra, della nuova disposizione avrebbe tolto dal tavolo quella in vigore, rendendo impossibile la pronuncia dei giudici sulla richiesta sollevata dal gip di Brindisi. Anche i tempi giocavano a favore dei Fratelli, dato che la Finanziaria diventerà legge entro la fine dell’anno. Ma il piano è fallito. Anche per un’assenza di comunicazione tra FdI e Palazzo Chigi. Come Repubblica è in grado di ricostruire da un documento del governo, la presidenza del Consiglio ha comunicato il suo parere contrario al Mef il 30 novembre. Da qui la collocazione della proposta nella black list degli emendamenti da scartare: a pesare non solo la contrarietà di Chigi, ma anche quella dei ministri dell’Interno e della Salute. Tutti e tre hanno avanzato la stessa richiesta: cestinare il testo. Così sarà fatto. I meloniani ritireranno l’emendamento depositato al Senato. Dietrofront. Due volte. La cannabis light della destra resta illegale.