Thailandia, scatta la stretta sulla cannabis: chiudono oltre 7mila negozi

Rassegna Stampa: del 01 Febbraio 2026 – da TG COMM24 – Fonte: https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/thailandia-stretta-su-cannabis_108530588-202602k.shtml

È l’effetto immediato delle nuove regole imposte dal governo: migliaia di esercizi commerciali non rinnovano la licenza e cessano l’attività

La stretta normativa sulla cannabis decisa dalle autorità thailandesi produce i primi effetti concreti sul territorio. Oltre 7mila negozi hanno chiuso i battenti dopo aver rinunciato al rinnovo della licenza, segnando un brusco ridimensionamento di un settore cresciuto rapidamente dopo la depenalizzazione del 2022. Secondo i dati diffusi dal ministero della Salute pubblica, al 28 dicembre 2025 i punti vendita di cannabis attivi nel Paese erano 18.433. Alla fine dell’anno sono, però, scadute le licenze di 8.636 esercizi: soltanto 1.339 hanno provveduto al rinnovo, mentre 7.297 hanno scelto di cessare l’attività. Il numero complessivo dei negozi operativi è così sceso a 11.136.

Le chiusure stanno avendo un forte impatto economico, in particolare sui piccoli imprenditori. Le stime parlano di perdite per decine di milioni di baht legate a investimenti già effettuati per affitti, ristrutturazioni, acquisto di attrezzature e manodopera. Molte delle attività coinvolte erano nate dopo il 9 giugno 2022, data della depenalizzazione della cannabis. A determinare il cambio di rotta è stata la nuova linea politica del governo guidato dal Pheu Thai, che ha vietato l’uso ricreativo della marijuana, limitandone l’impiego a scopi medici e di ricerca. Una scelta accompagnata da una direttiva ministeriale che ha reso più complessa la conformità alle regole.

Tra i requisiti più stringenti figura l’obbligo per i negozi di avere in sede un medico o un operatore di medicina tradizionale autorizzato e registrato. Una condizione che molti esercenti non sono riusciti a soddisfare, accelerando la decisione di chiudere.

La Thailandia fa marcia indietro sulla cannabis: il governo vuole vietarne l’uso ricreativo

Rassegna Stampa: del 19 Gennaio 2024 di Gianluca Modolo – da La Repubblica – Fonte: https://www.repubblica.it/esteri/2024/01/19/news/thailandia_marcia_indietro_cannabis_vietare_uso_ricreativo-421918097/

PECHINO – Era stato uno dei temi durante la campagna elettorale dello scorso anno con i partiti, i più conservatori, a mettere in guardia sul fatto che l’erba “danneggia i nostri giovani”. Da quando è diventato primo ministro, Srettha Thavisin ha continuato su questa strada facendo della lotta alla “marijuana” uno dei suoi cavalli di battaglia: “L’abuso di droghe è un grande problema per la Thailandia: la cannabis deve essere usata solo a livello medico”. Così, con una giravolta rispetto ad un anno e mezzo fa – e per mettere delle toppe alla legge attuale – il Pheu Thai, il partito al governo, ha presentato una bozza di legge per vietare l’uso ricreativo della cannabis e limitarlo solamente a quello medico. Il governo sta chiedendo il parere dell’opinione pubblica: i cittadini avranno tempo per esprimersi fino al 23 gennaio, dopodiché l’esecutivo la sottoporrà al Parlamento.

Previste multe fino a 60mila baht (1.500) per l’uso ricreativo, mentre le campagne pubblicitarie o di marketing relative a tale uso potrebbero comportare pene detentive fino a un anno o multe fino a 100mila baht (2.600 euro).

Da quando nel giugno del 2022 la Thailandia ha tolto la cannabis dalla lista dei narcotici liberalizzando le regole su coltivazione, consumo, possesso e vendita – primo Paese asiatico a farlo – negozi dalle vetrine con insegne abbaglianti con la foglia verde a cinque punte, scritte a caratteri cubitali come “Enjoy your weed”, ristoranti a tema “marijuana” e festival sono cresciuti come funghi per le strade di Bangkok e in altre città del Paese: un’industria dell’erba che nei prossimi anni avrebbe raggiunto – secondo gli analisti – 1,2 miliardi di dollari. Nemmeno con la legge attuale per strada si può fumare liberamente, ma il regno thai sta (o, d’ora in avanti, stava) diventando la nuova mecca dell’erba.

La bozza di legge non prevede il ritorno della pianta nella lista dei narcotici, tuttavia rappresenta una serissima preoccupazione per i coltivatori, i negozianti e le aziende che si erano lanciate in questo business: che vendono di tutto, dai vasetti di marijuana agli oli, dalle creme e caramelle gommose al gusto erba fino ai prodotti da forno che, secondo la legge attuale, non devono contenere più dello 0,2% di tetraidrocannabinolo. Più alto lo si trova in giro per l’erba pura: finora il contenuto di Thc nei fiori grezzi non è ancora stato controllato o regolamentato.

La bozza prevede un inasprimento delle norme sulle licenze per la coltivazione, la vendita, l’esportazione e l’importazione di cannabis, con l’obbligo per gli attuali coltivatori, fornitori o aziende collegate di avere o richiedere nuove licenze o permessi – per non incorrere in pesanti pene detentive o multe.
Le regole affrettate e frammentarie adottate dopo la depenalizzazione di un anno e mezzo fa avevano cercato di limitare il consumo di cannabis, lasciando però delle scappatoie per l’uso ricreativo. Secondo la legislazione attuale è vietato fumare in pubblico, ma non ci sono limitazioni al fumo o all’uso di prodotti a base di cannabis a scopo ricreativo in spazi privati: la nuova proposta, invece, mira al divieto totale per scopi ricreativi. Per chi fuma in pubblico il governo propone di alzare le multe (da 25mila a 60mila baht).

La liberalizzazione della cannabis in Thailandia era iniziata già nel 2018, con la legalizzazione della marijuana soltanto a scopi medici. Ora il nuovo governo vuole ritornare a quel punto. “Il nuovo divieto ostacolerebbe anche i benefici economici del nascente turismo thailandese della cannabis”, raccontava qualche settimana fa a Bloomberg Poonwarit Wangpatravanich, presidente della Phuket Cannabis Association. “Per non parlare della chiusura dei negozi che sono già spuntati in tutto il Paese, il che potrebbe danneggiare la popolarità del governo”.

Thailandia vieta di nuovo l’uso ricreativo della marijuana: “Cannabis solo per usi terapeutici”. L’effetto di quell’odore invasivo durante il concerto dei Coldplay

Rassegna Stampa: del 06 Febbraio 2024 – da La Repubblica – Fonte: https://www.repubblica.it/viaggi/2024/02/06/news/thailandia_marijuana_ricreativa_di_nuovo_tabu_nuovo_governo_abolisce_depenalizzazione_cannabis_solo_per_usi_terapeutic-422066801/

Uno dei “dispensari” gratuiti di cannabis nel Sukhumvit, l’enorme strada-distretto turistico di Bangkok (afp)

Il nuovo governo si appresta a varare una norma contraria a quella approvata nel giugno 2022 dal precedente esecutivo, a sostegno di turismo e agricoltura: una legge pioniera in Asia che va contro la tradizione restrittiva nell’area. L’eco dei commenti social sull’atmosfera che si respirava durante lo show della band di Chris Martin


La Thailandia è pronta ad abolire di nuovo l’uso ricreativo della cannabis. La prossima settimana, verosimilmente nel consiglio dei ministri di martedì 13 febbraio, il governo si appresta ad approvare una nuova legge che mette fine ad un biennio scarso di depenalizzazione. Secondo quanto ha spiegato alla stampa locale lo stesso ministro della Sanità dell’esecutivo di Bangkok, Chonlanan Srikaew, il nuovo testo di legge autorizzerà l’uso dei cannabinoidi “a scopi terapeutici e di salute”, mentre “l’uso ricreativo è considerato illegale”.

La nuova normativa sancirà la fine della politica – pioniera in Asia – adottata dal precedente governo thailandese, una misura contro la quale lo stesso primo ministro in carica, Srettha Thavisin, aveva già manifestato la propria avversione.

(afp)

La decriminalizzazione della marijuana, varata nel giugno 2022, aveva lo scopo di sostenere l’agricoltura e il turismo, ancora in forte perdita, a causa delle persistenti restrizioni anti-covid nell’area asiatica. La nuova legge aveva tra l’altro permesso l’apertura di svariati ambulatori – “dispensari” – gratuiti nel regno, sollevando però molte voci, contrarie a una legge considerata troppo lassista, un’eccezione oltretutto in Asia, dove in generale l’uso di droga rimane sanzionato con severità.

La questione è riemersa in queste ultime ore, in seguito a un concerto dei Coldplay che si è tenuto a Bangkok due giorni fa. Molti anche tra gli stessi fan hanno rimarcato sui social il forte “odore di marijuana” che ha pervaso lo stadio Rajamangala.

Bangkok, turisti nel Tempio del Buddha di Smeraldo
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