La Thailandia fa marcia indietro sulla cannabis: il governo vuole vietarne l’uso ricreativo

Rassegna Stampa: del 19 Gennaio 2024 di Gianluca Modolo – da La Repubblica – Fonte: https://www.repubblica.it/esteri/2024/01/19/news/thailandia_marcia_indietro_cannabis_vietare_uso_ricreativo-421918097/

PECHINO – Era stato uno dei temi durante la campagna elettorale dello scorso anno con i partiti, i più conservatori, a mettere in guardia sul fatto che l’erba “danneggia i nostri giovani”. Da quando è diventato primo ministro, Srettha Thavisin ha continuato su questa strada facendo della lotta alla “marijuana” uno dei suoi cavalli di battaglia: “L’abuso di droghe è un grande problema per la Thailandia: la cannabis deve essere usata solo a livello medico”. Così, con una giravolta rispetto ad un anno e mezzo fa – e per mettere delle toppe alla legge attuale – il Pheu Thai, il partito al governo, ha presentato una bozza di legge per vietare l’uso ricreativo della cannabis e limitarlo solamente a quello medico. Il governo sta chiedendo il parere dell’opinione pubblica: i cittadini avranno tempo per esprimersi fino al 23 gennaio, dopodiché l’esecutivo la sottoporrà al Parlamento.

Previste multe fino a 60mila baht (1.500) per l’uso ricreativo, mentre le campagne pubblicitarie o di marketing relative a tale uso potrebbero comportare pene detentive fino a un anno o multe fino a 100mila baht (2.600 euro).

Da quando nel giugno del 2022 la Thailandia ha tolto la cannabis dalla lista dei narcotici liberalizzando le regole su coltivazione, consumo, possesso e vendita – primo Paese asiatico a farlo – negozi dalle vetrine con insegne abbaglianti con la foglia verde a cinque punte, scritte a caratteri cubitali come “Enjoy your weed”, ristoranti a tema “marijuana” e festival sono cresciuti come funghi per le strade di Bangkok e in altre città del Paese: un’industria dell’erba che nei prossimi anni avrebbe raggiunto – secondo gli analisti – 1,2 miliardi di dollari. Nemmeno con la legge attuale per strada si può fumare liberamente, ma il regno thai sta (o, d’ora in avanti, stava) diventando la nuova mecca dell’erba.

La bozza di legge non prevede il ritorno della pianta nella lista dei narcotici, tuttavia rappresenta una serissima preoccupazione per i coltivatori, i negozianti e le aziende che si erano lanciate in questo business: che vendono di tutto, dai vasetti di marijuana agli oli, dalle creme e caramelle gommose al gusto erba fino ai prodotti da forno che, secondo la legge attuale, non devono contenere più dello 0,2% di tetraidrocannabinolo. Più alto lo si trova in giro per l’erba pura: finora il contenuto di Thc nei fiori grezzi non è ancora stato controllato o regolamentato.

La bozza prevede un inasprimento delle norme sulle licenze per la coltivazione, la vendita, l’esportazione e l’importazione di cannabis, con l’obbligo per gli attuali coltivatori, fornitori o aziende collegate di avere o richiedere nuove licenze o permessi – per non incorrere in pesanti pene detentive o multe.
Le regole affrettate e frammentarie adottate dopo la depenalizzazione di un anno e mezzo fa avevano cercato di limitare il consumo di cannabis, lasciando però delle scappatoie per l’uso ricreativo. Secondo la legislazione attuale è vietato fumare in pubblico, ma non ci sono limitazioni al fumo o all’uso di prodotti a base di cannabis a scopo ricreativo in spazi privati: la nuova proposta, invece, mira al divieto totale per scopi ricreativi. Per chi fuma in pubblico il governo propone di alzare le multe (da 25mila a 60mila baht).

La liberalizzazione della cannabis in Thailandia era iniziata già nel 2018, con la legalizzazione della marijuana soltanto a scopi medici. Ora il nuovo governo vuole ritornare a quel punto. “Il nuovo divieto ostacolerebbe anche i benefici economici del nascente turismo thailandese della cannabis”, raccontava qualche settimana fa a Bloomberg Poonwarit Wangpatravanich, presidente della Phuket Cannabis Association. “Per non parlare della chiusura dei negozi che sono già spuntati in tutto il Paese, il che potrebbe danneggiare la popolarità del governo”.